Teti (DG del MISE): “Entro fine anno le manifestazioni d’interesse per la creazione delle hydrogen valley”

di Francesco Bottino

Milano – A settimane prenderà concretamente avvio il piano di sostegno allo sviluppo dell’idrogeno previsto dal Governo italiano nell’ambito del PNRR.

Ad annunciarlo, nel corso del convegno ‘La catena del valore dell’idrogeno – Dalla produzione all’utilizzo finale’, organizzato presso il Politecnico di Milano dalle associazioni ANIMP Sezione Energia, ANIE, H2IT e OICE, è stato Amedeo Teti , Presidente di Ass. Log-I-Co e Drigiente Generale del Ministero dello Sviluppo Economico.

“Entro la fine dell’anno verranno pubblicate le prime richieste di manifestazioni d’interesse per la costituzione delle ‘hydrogen valley’, come previsto dal PNRR. Poi, a seconda della risposta delle varie Regioni, nel primo trimestre del 2022 inizierà la distribuzione delle risorse” ha infatti assicurato Teti.

Ma non è tutto: come ha aggiunto il dirigente del dicastero MISE, “nel primo semestre del prossimo anno verrà avviata anche la declinazione del programma mirato all’introduzione dell’H2 nei settore ‘hard to abate’. Ci saranno anche in questo caso bandi di gara, manifestazioni d’interesse e accordi di programma”.

Un altro tema affrontato da Teti è stato quello relativo all’adeguamento normativo e alla semplificazione burocratica per i progetti del settore idrogeno, che almeno in parte verrà realizzata con il recepimento nell’ordinamento italiano della Direttiva Europea RED II: “Il decreto, che è in fase di pubblicazione, contiene una serie di misure che impatteranno positivamente anche sulle iniziative in ambito H2, e in particolare sulle ‘hydrogen valley’. Per esempio, è previsto che per l’installazione di elettrolizzatori con capacità fino a 10 MW sarà sufficiente una semplice autorizzazione edilizia”.

Nell’ottica di un progressivo scale-up dell’idrogeno, in ogni caso, determinante resta la variabile costi, elemento in cui – come noto – si concentra il gap di competitività tra la variante grigia e quella verde. Anche se questa forbice, come ha spiegato il professor Giuseppe Zollino, docente di Tecnica ed Economia dell’Energia dell’Università di Padova, si è rapidamente assottigliata in funzione dell’incremento di prezzo del gas naturale.

“Con il metano a 25 euro a MWh, l’idrogeno grigio costava circa 1 euro al Kg, ma oggi con il gas che ha raggiunto i 70 euro a MWh, l’H2 generato tramite steam reforming (senza cattura della CO2) ha superato i 3,5 euro al Kg”.

Evidente quindi come la variante green e rinnovabile dell’idrogeno, in questo contesto, acquisti competitività economica rispetto ai ‘rivali’ grigio e blu, “ma molto dipenderà da come evolverà il mercato del metano. Per ora è impossibile prevedere se questi prezzi, decisamente elevati, resteranno tali a lungo”.

Non va poi dimenticato – secondo Zollino – “che oggi la domanda di mercato dell’idrogeno è molto modesta in Italia. Un lavoro importante va fatto, quindi, anche su questo fronte: senza incentivi all’utilizzo, pur ammettendo di poter produrre H2 verde a costi competitivi, mancherebbe poi una destinazione per il vettore”.

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