thyssenkrupp potrebbe quotare in Borsa il business dell’H2, in cui è coinvolta anche l’italiana De Nora

Il colosso industriale tedesco thyssenkrupp sta valutando la possibilità di aprire a capitali esterni al perimetro del gruppo, tramite un’IPO (initial public offering) in Borsa o per mezzo di un accordo con una ‘special purpose acquisition company’ (SPAC), il proprio business legato all’idrogeno.

Lo ha rivelato nei giorni scorsi il CEO di Thyssenkrupp Martina Merz, aggiungendo che una banca d’affari (Citi, secondo le indiscrezioni riportate dalla Reuters) è già stata incaricata di sondare le potenziali opzioni e di formulare una proposta entro l’estate.

Le attività relative all’idrogeno del gruppo teutonico riguardano principalmente thyssenkrupp Uhde Chlorine Engineers (TKUCE), joint-venture (66%-34%) con l’italiana De Nora – di cui Snam ha recentemente rilevato circa il 33% – e primo produttore mondiale di tecnologie per la produzione di idrogeno tramite elettrolisi, i cui principali competitor sono la norvegese NEL Hydrogen, la britannica ITM Power (anch’essa partecipata con una quota di minoranza da Snam) e la francese McPhy.

“Il principale obbiettivo alla base di questa operazione è quello di raccogliere risorse per finanziare lo sviluppo del business legato all’idrogeno, e di trovare potenziali partner che ci possano affiancare in questo percorso” ha spiegato Merz.

Secondo una recente valutazione di Credit Suisse, TKUCE avrebbe un ‘fair valute’ di 2,8 miliardi di euro e totalizzerebbe vendite annue nell’ordine di alcune decine di milioni di euro.

Tra i più recenti ordini ottenuti dalla società, c’è quello firmato con il gruppo americano CF Industries per la fornitura di un impianto di elettrolisi da 20 MW.

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