TPL: la genovese AMT pensa all’idrogeno per le tratte extra-urbane

La nuova azienda genovese del trasporto pubblico locale, nata dalla fusione di AMT (rete urbana) e Atp (rete extra-urbana), guarda al futuro e pensa all’idrogeno per decarbonizzare i trasporti pubblici sulle tratte extra-urbane.

Lo ha rivelato l’Amministratore delegato della società, Marco Beltrami, che in un’intervista all’emittente locale Telenord ha spiegato: “Crediamo che l’elettrico possa avere una declinazione per l’area urbana e una delle prime linee in cui metteremo in funzione questo tipo di mezzi sarà quella tra Rapallo e Portofino”.

Ma la soluzione elettrica, secondo Beltrami, non si adatterà alle tratte collinari: “In questo caso – ha rivelato l’AD di Amt-Atp – stiamo valutando l’idrogeno come combustibile sostenibile”. Lo scenario futuro è quindi declinato in due modalità: “Dobbiamo immaginare l’elettrico in ambito urbano e l’idrogeno in collina”. In questo secondo caso è anche possibile pensare ad un “passaggio intermedio col GNL (Gas Naturale Liquefatto) come soluzione ponte tra motori termici e propulsione ad H2”.

Per tutte queste soluzioni, però, esiste al momento un problema relativo alle infrastrutture di ricarica o di rifornimento, “che è il tema centrale”. Per Beltrami, infatti, “lo sviluppo di queste tecnologie va visto non solo dal punto di vista del mezzo ma anche della ricarica. Per i mezzi elettrici bisogna capire dove mettere le colonnine, così come vanno installate le stazioni di rifornimento per il GNL e l’idrogeno, che oggi sono poco presenti e comportano anche una complessità di gestione e sicurezza”.

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