Università di Torino e Politecnico alleate per la nascita di un ‘polo’ dell’H2 nel capoluogo piemontese

Oggi nella Sala Kyoto dell’Environment Park di Torino, Stefano Geuna, Rettore dell’Università degli Studi di Torino e Guido Saracco, Rettore del Politecnico hanno firmato un accordo di coopetizione sul tema idrogeno tra i due atenei.

Un impegno comune già manifesto nei molti progetti finanziati dall’Unione Europea, in particolare attraverso la partnership pubblico-privata europea Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU), che concretizzano anni di lavoro da parte di Università e Politecnico del capoluogo piemontese su diversi temi, come produzione di idrogeno per elettrolisi dell’acqua, con tecnologie termochimiche e da biomasse, sviluppo di catalizzatori avanzati altamente selettivi, uso dell’H2 per la sintesi di idrocarburi mediante idrogenazione della CO2.

Nell’ambito del progetto HyCARE, coordinato dall’Università di Torino, si sta anche sviluppando un sistema di stoccaggio di idrogeno basato su idruri, integrato con elettrolizzatori e celle a combustibile. Inoltre il progetto REMOTE, finanziato da Horizon2020, coordinato dal Politecnico di Torino e condotto insieme a 10 partner europei, ha l’obiettivo di dimostrare la sostenibilità economica e tecnica di sistemi di energy storage basate sulla tecnologia a idrogeno combinata con elettrolizzatori che convertono l’energia in eccesso prodotta da sistemi di energia rinnovabili (pale eoliche, pannelli fotovoltaici,…) in H2, riconvertito in potenza elettrica da celle a combustibile superando così il problema dell’intermittenza, tipico delle fonti rinnovabili come eolico e solare. In REMOTE sono in fase dimostrativa 3 DEMO, collocati in microreti o off-grid, situati in Norvegia (Rye), Grecia (Agkistro), Spagna (Gran Canaria).

Sono poi in corso studi per lo sviluppo di componenti per l’utilizzo di mobilità basata sull’idrogeno in campo automotive, ferroviario e nautico, per l’uso di H2 nella decarbonizzazione di processi industriali (siderurgico, cemento e chimico) e analisi sulla convenienza economica e sull’impatto dell’uso di idrogeno sul sistema elettrico e per la mobilità, considerando varie filiere di uso finale ed in particolare per lo sviluppo delle cosiddette ‘hydrogen valleys’. Infine, sono in fase di definizione analisi e valutazioni sulle normative, incentivi e regolamentazioni, con una attenzione particolare alla accettazione sociale delle tecnologie basate sull’idrogeno, in particolare per lo sviluppo di comunità energetiche.

Partendo da queste esperienze, si sono costituiti gruppi di lavoro all’interno dei due atenei torinesi che hanno deciso di collaborare in maniera più stretta e strutturata sviluppando un protocollo di azione congiunta sulle tematiche legate all’idrogeno che ha portato alla firma di questo accordo, il cui scopo è quello di cooperare fattivamente su questi temi, anche al fine di supportare le iniziative in atto sul territorio, in particolare quelle della Regione Piemonte e della Città di Torino per la costituzione di un Polo Nazionale per la Ricerca sull’Idrogeno, a cui hanno già aderito gli atenei piemontesi, alcune istituzioni e molte aziende.

“Questo accordo si inserisce perfettamente nel modello di sistema sinergico universitario portato avanti con il Politecnico per le grandi partite di sviluppo che si giocano su questo territorio – ha dichiarato il Rettore Stefano Geuna – UniTo e PoliTO insieme rappresentano senza dubbio il volano di competenza, esperienza e creatività che serve per proiettarsi nel futuro. Sul tema dell’idrogeno Unito offre il suo expertise di ricerca avanzata per migliorare l’integrazione tra sapere e sviluppo. La nascita di un Polo nazionale di Ricerca per l’Idrogeno rappresenterebbe un altro importante tassello strategico per la crescita di una città e di una regione sempre più orientate ai temi della sostenibilità e della transizione energetica, con l’intento di favorire una sempre più strutturata interazione tra enti di ricerca e settori produttivi”.

“Il nostro territorio è fortemente caratterizzato per la presenza di competenze di altissimo livello su tematiche specifiche, tra cui sicuramente la ricerca relativa all’idrogeno, tema che vede impegnato il nostro ateneo in numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali e che storicamente contraddistingue l’attività dei nostri laboratori, più recentemente anche nei nuovi spazi di Environment Park. Ma la grande forza che un Polo nazionale di Ricerca sull’Idrogeno potrebbe avere è data proprio dalla capacità che le nostre istituzioni stanno dimostrando di avere nel lavorare insieme in modo complementare su queste tematiche complesse: un “coraggio della concordia” che credo caratterizzi le nostre università, il sistema delle istituzioni e anche il comparto produttivo nel territorio di Torino e del Piemonte, che rappresenta un grande valore aggiunto per un progetto come questo” ha concluso il Rettore del Politecnico Guido Saracco.

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