Vago (MSC Crociere): “Noi pronti a investire sull’idrogeno, ma servono le infrastrutture nei porti”

Gli armatori del settore crociere stanno investendo nello sviluppo di soluzioni per l’uso di idrogeno in ambito marittimo, ma trovano sul loro cammino molte difficoltà: dalla carenza di tecnologie adeguate e disponibili alla mancanza di infrastrutture che possano rendere i nuovi fuel green una realtà.

A lanciare l’allarme è stato Pierfrancesco Vago, Executive Chairman di MSC Crociere (la divisione passeggeri del colosso marittimo elvetico MSC, controllato dalla famiglia Aponte) nonché Presidente di CLIA (Cruise Lines International Association), nel suo discorso pronunciato durante la cerimonia di consegna della MSC Seascape, nuova nave realizzata da Fincantieri a Monfalcone.

Vago ha ricordato che lo scorso anno MSC Crociere ha annunciato una partnership con Fincantieri per la costruzione della prima nave da crociera alimentata ad idrogeno: “È un progetto altamente innovativo, in grado di aprire nuove frontiere e, se realizzato potrà rappresentare un importante primato anche per l’Italia. Ma constatiamo, purtroppo, una perdurante difficoltà nel reperire infrastrutture, strumenti e tecnologie adeguate per sostenere un’iniziativa ambiziosa e rivoluzionaria come questa. Per il successo non basta infatti l’impegno, seppur notevole, del privato. Occorrono anche una visione organica e una regia che possono essere garantite solo dal sistema-Paese. Senza ovviamente dimenticare il contributo essenziale dell’Europa”.

Il top manager di MSC Crociere ha quindi confermato che la compagnia è “seriamente impegnata a raggiungere il traguardo delle emissioni net zero entro il 2050”. Per riuscire a farlo, tuttavia, è necessario identificare fin d’ora le nuove possibili soluzioni: “Un ruolo molto importante sarà svolto dai carburanti a basso contenuto di carbonio (low-carbon fuels), che possono essere prodotti in maniera sostenibile, ma a riguardo mancano ancora le infrastrutture necessarie”.

Perciò è urgente – secondo Vado – che armatori, cantieri, produttori di carburante e operatori infrastrutturali “lavorino in stretta partnership, insieme alle autorità e alle istituzioni, a livello nazionale ed europeo. Riconosciamo che il PNRR, pur avendo trascurato il settore delle crociere, ha destinato risorse importanti al mondo dello shipping. Occorre però essere più efficaci nella progettazione delle opere, più tempestivi nell’implementazione. Sulle infrastrutture bisogna fare di più”.

In sostanza, ha concluso Vago su questo tema, “gli sforzi compiuti dagli armatori, varando navi sempre più ecologiche, rischiano di essere vanificati se poi, nei porti, non si trovano banchine elettrificate e la possibilità di rifornimento di GNL e di idrogeno. Senza una gestione intelligente della transizione energetica, rischiamo di mettere in crisi interi settori”.