Via libera definitivo del Parlamento europeo al Net-Zero Industry Act, che fissa i target per la produzione di elettrolizzatori e fuel cell ‘made in UE’

Il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva il Net-Zero Industry Act, provvedimento proposto nel 2023 dalla Commissione Europea con l’obbiettivo di favorire lo sviluppo della produzione europea di tecnologie legate alla transizione energetica, comprese quelle riguardanti l’idrogeno green.

A valle di questo via libera di Strasburgo – arrivato con 361 voti favorevoli, 121 contrari e 45 astensioni – il Regolamento, uno dei pilastri del Green Deal Industrial Plan (GDIP), dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio per diventare legge.

Nel testo, trovano conferma le disposizioni già inserite nelle precedenti bozze oggetto del confronto tra le diverse istituzioni comunitarie, che prevedono per l’Europa l’obiettivo di produrre il 40% del suo fabbisogno annuo di tecnologie a zero emissioni nette entro il 2030, sulla base di piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC), e di raggiungere il 15% del valore del mercato globale per tali tecnologie.

Tecnologie tra cui rientrano – come si legge nel testo, consultabile integralmente sul sito del Parlamento Europeo – gli elettrolizzatori e le celle a combustibile.

Il nuovo Regolamento semplificherà inoltre le procedure di autorizzazione, fissando scadenze massime per l’autorizzazione dei progetti in funzione della loro portata e dei loro risultati, come spiega l’europarlamento in una nota. L’accordo prevede anche la creazione di ‘Zone di accelerazione a zero emissioni nette’, che beneficeranno di un processo di autorizzazione veloce, delegando agli Stati membri parte della raccolta di informazioni per le valutazioni ambientali.

L’associazione Hydrogen Europe ha giudicato positivamente l’inserimento delle tecnologie per l’idrogeno tra quelle ritenute strategiche per la transizione energetica dell’Europa, ma ha sottolineato che la nuova legislazione è carente poiché non prevede per queste stesse tecnologie misure di supporto specifiche e in generale non stanzia ulteriori risorse (che invece sarebbero necessarie) a sostegno della filiera dell’H2 green.

“Hydrogen Europe accoglie con favore l’inserimento delle tecnologie per l’idrogeno nello scopo del nuovo Net-Zero Industry Act, che è uno strumento essenziale per favorire la competitività dell’industria europea nel contesto globale. Ma chiediamo ai legislatori di muoversi rapidamente per colmare il gap tra ambizione e realtà incrementando i fondi a disposizione per le tecnologie green e implementando una Capital Markets Union per massimizzare il potenziale europeo” ha commentato Jorgo Chatzimarkakis, CEO di Hydrogen Europe.

L’associazione ha posto particolare attenzione alle conclusioni di un recente report realizzato, per conto del Consiglio Europeo, dal politico italiano Enrico Letta (consultabile integralmente a questo link), in cui si ribadisce la necessità di apportare una serie di modifiche al funzionamento del mercato unico europeo con l’obbiettivo di non perdere terreno rispetto a Stati Uniti e Cina nello sviluppo delle tecnologie pulite e in altri settori industriali.

Secondo Hydrogen Europe, infatti, il concetto di una Capital Markets Union, menzionato da Letta nel suo report e anticipato anche nello studio sul rinnovamento dell’UE che sta preparando Mario Draghi, potrebbe contribuire a fermare l’esodo di aziende europee (specializzate in questo tipo di prodotti tecnologici; ndr) verso mercati con condizioni più favorevoli. Inoltre, per l‘associazione sarebbe importante semplificare il processo di accesso agli IPCEI (Important Projects of Common European Interest) e lavorare alla creazione di un quadro di sostegno pubblico comune e omogeneo a livello comunitario.