Westport Fuel Systems presenta i risultati dei test sui suoi motori HPDI a idrogeno

Sono incoraggianti i risultati dei testi che Westport Fuel Systems (WFS) – azienda canadese con una solida e radicata presenza anche in Italia (dove la filiale locale è recentemente entrata nell’associazione H2IT) – sta portando avanti riguardo l’applicazione al trasporto pesante di un sistema di propulsione High Pressure Direct Injection (HPDI) alimentato a idrogeno.

Secondo le prime evidenza della sperimentazione, l’impiego di H2 in questo tipo di motore consente una maggiore efficienza e una drastica riduzione delle emissioni di CO2, rispetto ad un tradizionale propulsore diesel.

I risultati saranno illustrati in dettaglio del Vice President Global Engineering di WFS Scott Baker, che interverrà nel corso del seminario virtuale VDI Commercial Vehicles 2021, in programma l’8 settembre prossimo e si concentrerà principalmente su tre aspetti: i miglioramenti rispetto al ciclo di combustione diesel con l’utilizzo della tecnologia HPDI a idrogeno, l’elevato livello di efficienza e di performance delle soluzioni proposte dall’azienda, in grado di abbattere quasi del tutto le emissioni di CO2, e la competitività economica soprattutto per le applicazioni nel trasporto stradale pesante.

La tecnologia HPDI messa a punto da WFS – sottolinea l’azienda in una nota – consente di sfruttare tutte le dinamiche tipiche di un motore diesel tradizionale, mantenendo quindi inalterate le caratteristiche di efficienza, potenza, coppia e freno motore dei propulsori tradizionale, utilizzando però come combustibile idrogeno compresso e riducendo così in misura drastica le emissioni di CO2.

Il tutto garantendo un Total Cost of Ownership (TCO) – la somma dei capex per l’acquisto e dei costi di gestione – decisamente minore rispetto ai mezzi dotati di propulsione a fuel cell di H2, di poco maggiore rispetto al valore relativo ai truck diesel tradizionali.

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