Wood Meckenzie: negli ultimi cinque mesi crescita esponenziale dei nuovi progetti per la produzione di idrogeno verde

Che le prospettive di sviluppo dell’idrogeno abbiano subito un’accelerazione negli ultimi mesi lo testimoniano le parole di politici e manager, ma – soprattutto – lo confermano i numeri, come quelli recentemente diffusi dalla società di consulenza Wood Meckenzie, che ha aggiornato le sue previsioni sul settore contenute nel dossier Green Hydrogen Production: Landscape, Projects and Costs pubblicato lo scorso anno.

Aggiornamento che si è reso necessario perché – spiega la stessa Wood Mackenzie sul sito GreenTechMedia, portale di informazione del gruppo focalizzato sulla transizione energetica – nel corso degli ultimi 5 mesi l’ammontare complessivo di nuovi progetti che prevedono la costruzione di impianti di elettrolisi per la produzione di idrogeno verde è triplicato.

Nel suo report del 2019, diffuso ad ottobre dello scorso anno, Wood Meckenzie stimava infatti che ci fossero, a quella data, progetti già pianificati per l’installazione di 2,3 gigawatts di nuova capacità di elettrolisi, ovvero 12 volte quella attiva al momento della compilazione dello studio. Ma nell’aggiornamento pubblicato nei giorni scorsi, la società di analisi ha spiegato che a fine marzo 2020, dopo una nuova ricognizione, risultano programmati investimenti per realizzare 8,2 gigawatts di capacità di elettrolisi aggiuntiva, ben 31 volte quella attualmente installata.

Gli ultimi mesi hanno visto in particolare un incremento dei grandi progetti, sopra ai 100 megawatts: ce ne sono ben 17 in fase di sviluppo in tutto il mondo (Australia, Francia, Germania, Olanda, Paraguay, Portogallo, Grand Bretagna e Stati Uniti) di questa categoria.

Il più ‘ambizioso’ tra quelli presi in rassegna da Wood Meckenzie è l’Asian Renewable Energy Hub nella regione di Pilbara, in Australia, che prevede di avere 15 gigawatts di capacità di generazione di energia eolica e solate, 12 dei quali dedicati alla produzione di idrogeno. L’impianto dovrebbe arrivare ad avere una capacità di elettrolisi di 1 gigawatts, una volta a regime nel 2027.

Un altro maxi-progetto, che avrà una capacità di elettrolisi di 769 megawatts, è in fase di sviluppo in Francia da parte di Engie e di Air Liquid: si chiama HyGreen Provence e anch’esso dovrebbe essere completato entro il 2027. Secondo la stampa locale questo impianto verrà realizzato in 3 fasi e genererà 306 tonnellate di idrogeno verde all’anno, grazie a 120 megawatts di energia solare, entro il 2023; 3.360 tonnellate all’anno di idrogeno da 440 megawatts di energia solare entro il 226 e, infine, 11.508 tonnellate di idrogeno da 900 megawatts di solare nel 2030.

Un altro progetto simile è in fase di sviluppo in Olanda da parte di un consorzio guidato dalla major Shell: si chiama NorthH2 e prevede di usare 10 gigawatts di energia eolica offshore per alimentare 750 megawatts di capacità di elettrolisi. La produzione dovrebbe iniziare nel 2027 e arrivare a pieno regime nel 2040.

E’ in base all’analisi di questi e di altri nuovi progetti che Wood Meckenzie ha aggiornato le sue stime sulla crescita della capacità di elettrolisi, non sul 2020 che rimane uguale, ma soprattutto sulla seconda metà del decennio appena iniziato, quando entreranno in attività una seria di impianti di grande capacità la cui realizzazione è stata decisa e quindi annunciata solo negli ultimi mesi.

Una parte della nuova analisi di Wook Mekenzie si concentra poi sulla distribuzione geografica della futura capacità di elettrolisi, il 59% della quale sarà concentrata in Europa, anche se a livello di singoli Paesi la ‘parte del leone’ la faranno la Francia e l’Australia.

Da segnalare, poi, il crescente interesse delle grandi corporation verso l’idrogeno, con l’esempio più lampante che si può individuare nel recente accordo di collaborazione siglato dalle due aziende tedesche Siemens Gas and Power e Uniper. La prima assisterà infatti la seconda nel valutare nuovi progetti di idrogeno verde che potranno anche prevedere la conversione di strutture esistenti come turbine e depositi di stoccaggio del gas.

Naturalmente al termine dell’analisi Wood Meckenzie mette in guardi su una serie di variabili che potrebbero influenzare queste previsioni, dall’effettiva ‘bancabilità’ dei progetti (ovvero la loro capacità di ottenere fondi dal sistema finanziario) all’impatto che la crisi legata al coronavirus potrebbe avere sui piani delle aziende promotrici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.